Nell’articolo di oggi voglio parlarti della ferita dell’abbandono, ma da un’angolazione che raramente troverai altrove: non solo come riconoscerla e come guarirla, ma come questa ferita diventa, negli anni, quel meccanismo che chiamiamo dipendenza affettiva.
Perché la ferita dell’abbandono e la dipendenza affettiva non sono la stessa cosa, e questa è una distinzione che tengo particolarmente a farti: la ferita è chi sei diventata, un archetipo che si è formato nell’infanzia; la dipendenza affettiva è ciò che fai, il comportamento con cui, da adulta, cerchi di non sentire mai più quel vuoto. Sappi che finché lavori solo sul comportamento senza guardare la ferita che lo alimenta, il pattern si ripresenta.
In questo articolo ti mostro entrambi gli strati: la ferita, la maschera che indossi, ciò che il corpo racconta attraverso i meridiani, e la via per portare luce a tutto questo.
Le altre quattro ferite sono:
Indice
Che cos'è la Ferita dell'Abbandono
La ferita dell’abbandono è una delle cinque ferite individuate da Lise Bourbeau nel corso del suo lavoro in ambito spirituale. Lise le definisce ferite dell’anima, ma a me piace chiamarle ferite dell’ego, perché, in verità, la ferita si forma sul corpo mentale, mentre l’anima rimane sempre perfetta: un corpo di luce e di consapevolezza integro.
La ferita si sviluppa nell’infanzia, intorno ai due o tre anni, con la figura di riferimento del sesso opposto al tuo: se sei donna, con il padre; se sei uomo, con la madre. Nasce quando con quella figura si instaura un rapporto distante o freddo, oppure quando c’è un vero e proprio trauma legato all’abbandono: l’allontanamento, la malattia, la morte. La bambina che vive questa esperienza nei primi anni di vita sviluppa poi, da adulta, la maschera della Dipendente.
Qual è la differenza tra ferita dell'abbandono e dipendenza affettiva?
La ferita dell’abbandono è una struttura profonda: riguarda chi sei, l’archetipo che si è formato in te da piccola. La dipendenza affettiva è invece il comportamento che quella ferita mette in atto: è il modo in cui, da adulta, eviti a ogni costo di risentire quel vuoto originario. Ti aggrappi, controlli, ti annulli, insegui — tutto pur di non essere abbandonata di nuovo.
LA dipendenza affettiva, inoltre si attiva in particolari situazioni e relazioni, quando il vuoto che ti crea la ferita dell’abbandono, viene richiamato per risonanza.
In realtà è la tua la ferita presente nel tuo nucleo identitario che manifesta le situazioni che ti fanno rivivere il trauma: attiri partner che ti abbandonano, relazioni in cui sei la seconda scelta, legami in cui ti senti esclusa. Non è sfortuna. È l’identità che manifesta. E finché non porti luce alla ferita, la dipendenza affettiva resta il tuo modo automatico di stare nelle relazioni.
Come riconoscere la maschera della Dipendente
Lise Bourbeau evidenzia sia aspetti comportamentali che fisici della ferita dell’abbandono, e invita a osservare gli indizi del corpo se non ci si riconosce nel comportamento.
A livello caratteriale, la Dipendente ha atteggiamenti tipici di una personalità che cerca costantemente attenzione:
- Drammatizza le situazioni che vive, le esagera e le rende sensazionalistiche, per catturare l’attenzione di chi ascolta e ricevere supporto emotivo.
- Sembra non riuscire a decidere in autonomia: chiede spesso consiglio, salvo poi fare di testa propria. Perché in verità non cerca un consiglio, ma attenzioni.
- Non tollera il “no”: attiva manipolazione, ricatto emotivo, comportamenti controllanti.
- Soffre molto quando viene contraddetta, perché lo vive come una minaccia di abbandono.
- Si sente in diritto di abbandonare gli altri, ma non sopporta che questo venga fatto a lei.
- Aiuta gli altri, ma lo fa per ricevere amore e apprezzamento, non per reale altruismo.
Quello di cui dovresti renderti conto è questo: una ferita attiva ti fa comportare con gli altri nello stesso modo in cui hai subito. Quindi abbandonerai le altre persone, senza nemmeno accorgertene.
L'impatto emotivo: la tristezza e il vuoto
L’emozione legata a questa ferita è la tristezza — l’angoscia abbandonica — e il vuoto. Queste due emozioni emergono ogni volta che la maschera si attiva, perché la paura più grande della Dipendente è la paura della solitudine.
Ed è qui che si innesca la dipendenza affettiva: pur di non sentire quel vuoto, farai qualsiasi cosa. Userai la relazione, con i pensieri fissi, il controllo continuo. Ma il vuoto è emotivo, non fisico, e nessuna presenza esterna potrà mai colmarlo davvero.
La psicosomatica dell'abbandono: cosa dice il corpo attraverso i meridiani
Le malattie che il corpo produce come riflesso della ferita dell’abbandono riguardano in primo luogo i bronchi: asma, bronchite. E questo trova corrispondenza nella Medicina Tradizionale Cinese in cui il meridiano del Polmone è associato all’emozione della tristezza. Le persone che portano questa ferita possono sviluppare queste sintomatologie, che peggiorano proprio nei momenti in cui si sentono abbandonate.
La Dipendente può sviluppare anche la bulimia, perché cerca di riempire il vuoto nutrendo inconsciamente la bambina interiore ferita, tentando di acquisire quell’amore e quell’attenzione di cui si sente priva. Naturalmente non potrà mai colmarlo, perché quel vuoto è emotivo.
Infine il mal di schiena, perché la Dipendente tende a caricarsi delle faccende altrui e ad aiutare gli altri — ma non per spontaneità, bensì per ricevere apprezzamento. E così sviluppa il mal di schiena per l’eccessivo peso che porta.
Leggere il corpo in questo modo non è un dettaglio: è la via maestra per riconoscere la ferita quando la mente ancora la nega.
Come guarire dalla ferita dell'abbandono
Per guarire, come sempre, il primo passo è la consapevolezza di avere questa ferita. La ferita è uno spettro: più la maschera è pervasiva, più tempo ci vorrà per vederla e scioglierla. Più porterai il focus sugli atteggiamenti che la ferita attiva, più grande sarà l’opportunità di risolverla nella luce.
Ecco alcuni esercizi che suggerisco per guarire la ferita dell’abbandono:
- Ogni volta che ti accorgi di esagerare, ingigantire o mentire per attirare l’attenzione, fermati e riformula ciò che stai dicendo con la massima autenticità.
- Rivedi tutti gli abbandoni che senti di aver subito nella vita e riconosci il pattern che ti ha portata a viverli. Cerca di perdonare te stessa e chi ti ha abbandonata.
- Torna indietro nell’albero genealogico: chiedi al genitore del sesso opposto cosa ha vissuto nella sua infanzia. Sappi che la ferita che subiamo ci è stata trasmessa da una persona che porta la stessa ferita. Comprendere questo aiuta a guarire e a perdonare: anche tuo padre, o tua madre, ha vissuto l’abbandono, ed è per questo che l’ha fatto rivivere a te.
- La consapevolezza non basta: ogni volta che ti scopri a indossare la maschera della Dipendente, fai un respiro e lasciala andare e poi torna a un comportamento ispirato.
- Per almeno un mese non chiedere consiglio a nessuno sulle tue scelte personali. Gestisci la tua vita in autonomia, lasciando spazio a quel senso di solitudine e di vuoto che emergerà: dagli spazio, e lascia che la consapevolezza lo trasformi.
Come capire se stai guarendo dalla ferita dell'abbandono
Ecco i segni che puoi monitorare per capire se sei in via di guarigione:
- Le patologie legate all’abbandono sono diminuite o sparite.
- Anche quando senti solitudine, tristezza o vuoto, non ti affretti a riempire o eliminare la sensazione, ma la accogli dentro di te.
- Anche se vieni contraddetta, non reagisci con violenza.
- Non manipoli più gli altri per ottenere ciò che vuoi.
- Riconosci quando stai abbandonando te stessa o un’altra persona.
- Sai stare in disparte, in silenzio, quando fai parte di un gruppo.
Dalla ferita alla libertà: il lavoro sulla dipendenza affettiva
Riconoscere la ferita dell’abbandono è il primo passo. Ma se ti sei rivista nella maschera della Dipendente — nel controllo, nell’annullarti, nell’inseguire chi non ti sceglie — allora stai guardando in faccia la dipendenza affettiva, e sai che la consapevolezza da sola non scioglie il pattern.
È esattamente su questo che lavoro con le donne che accompagno: sul passaggio dalla ferita che sei alla libertà di amare senza dipendere.
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Come sempre spero di esserti stata utile.
Tanta luce, Maria
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Maria
