Che cos’è la felicità come si raggiunge?

Siamo abituati a pensare e credere che la felicità sia data da uno stato di eterna euforia, di gioia o di pace imperturbabile.

In verità questo non è un concetto che sposo, dopo aver fatto diverse ricerche e letto libri sull’argomento, sono ormai convinta di poter identificare la felicità come la somma di alcune cose: vivere la vita che si desidera, incarnare l’ideale di sé, cioè quello che per te è importante, essere in linea con il desiderio dell’anima, ovvero vivere la missione e lo scopo per cui ti sei incarnata, questa è la felicità, giusto?

Se invece si collega la felicità allo stato d’animo permanente si attivano diversi cortocircuiti: si incomincia ad evitare di fare delle cose per evitare delle emozioni spiacevoli, quindi il miraggio di incarnare ciò che si desidera diventa sempre più lontano.

Se infatti fai guidare la tua vita dalle emozioni negative, allora i sogni che desideri realizzare rimangono davvero solo sogni. 

Quindi il punto è costruire una vita piena, ricca, in linea con i valori, e nel contempo imparare come gestire, vivere e trattare, se vogliamo dirla così, le emozioni negative quando arrivano, senza farsi trascinare da esse farci condizionare nelle azioni. 

I pensieri e le emozioni hanno una forte influenza sulle azioni, però non sono dei diktat: tu sei sempre libera di agire come vuoi, qualsiasi siano i pensieri e le emozioni che stanno accadendo dentro di te in quel momento.

Più procedi nella pratica di distacco dalla mente e di accettazione di emozioni, compulsioni e pensieri, e più ti sarà semplice agire in direzione della visione, dell’allineamento e della  missione. 

La procedura è sempre la stessa ed è quella che divulgo nei corsi e nelle consulenze individuali: in primo luogo inizia ad osservare pensieri e accogliere e vivere le emozioni per quelle che sono senza cercare di sfuggire, modificarle o contrastarle, e nel contempo agisci in direzione della missione, della vita che desideri vivere, giorno dopo giorno. 

L’azione è il pezzo in più che la pratica di mindfulness non inserisce, che credo sia il tassello fondamentale della pratica, perché ti toglie dall’immobilismo e ti fa manifestare, un’azione dopo l’altra, la vita che realmente desideri, senza il torchio e la dittatura delle emozioni negative. 

In questo processo, però, ti chiedo comunque di lasciare spazio all’intuito. Poiché un conto sono le emozioni negative provenienti dal mentale e dal corpo di dolore, e un conto è l’intuito che ti fa scegliere le diverse cose nella vita in maniera illuminata. 

Quindi nel processo di azione ascolta bene l’intuito, che è sempre il primo istinto che ti arriva, accogli le emozioni, osserva i pensieri, e poi agisci in maniera impegnata. Se serve costruisci un vero e proprio piano di azione con scadenze e priorità.

Se le emozioni negative non esistessero cosa faresti di diverso?

Rispondi a questa domanda e fallo, delinea ai tuoi progetti del cuore e agisci in direzione di essi, pur accogliendo e accettando emozioni e pensieri. 

Se continui ad attendere di stare bene per fare le cose, queste rimarranno sempre e solo immagini mentali.

No?

😉

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